allevare il parrocchetto dal collare

 

Esperienze di allevamento

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parrocchetto dal collare indiano(Pdssittacula Krameri Manilensis)

sono più di 30anni che allevo i parrocchetti dal collare, oltre agli ancestrali, che da anni seleziono, esemplari che hanno un bel collare nero e arancio intenso, anziché rosa, le mutazioni che riproduco sono: dei diluiti mutazione recessiva, dei viola, mutazione dominante rispetto alle discendenze blu, dei testa e coda bianca, mutazione recessiva, e dei dunn fallow mutazione recentissima e ancora rarissima. DSC_0931
Le coppie sono alloggiate in gabbie da m1x1x3 di lunghezza, coperta da soli 1,5 m, il resto della gabbia scoperta immersa nel verde, in modo che i soggetti possano essere esposti alla pioggia e al sole.385715_357804637610844_100001439323390_981664_907305773_n
Il nido è costituito da un parallelepipedo in legno, da cm30x30 x 60 cm di altezza, la profondità serve ad impedire alle femmine di buttare fuori tutto il materiale, composto da 10 cm di segatura fine, meglio se presa in segherie, che lavorano i tronchi, in modo che sia più naturale possibile, il nido, va messo a disposizione della coppia ai primi di marzo, prima potrebbe diventare fatale per pulli, che potrebbero nascere in periodi troppo rigidi.
L’alimentazione, è composta da una miscela di semi: girasole, cartamo, grano saraceno,canapa, avena decorticata, miglio, e una buona percentuale di scagliola, frutta varia e verdura di stagione, una ciotola con grit sempre a disposizione.
Un accorgimento da tenere in considerazione, è la formazione delle coppie, che vanno formate non più tardi di ottobre, nei parrocchetti dal collare la femmina è dominante rispetto al maschio, quindi una femmina già in amore a gennaio, potrebbe lesionare il maschio, e a volte portarlo alla morte.DSC_1275
Con la nascita dei pulli, bisogna fornire alla coppia una dieta più variata possibile, con frutta e molta verdura, il tarassaco compresi i fiori, ed un buon pastoncino all’uovo, all’involo dei novelli, si possono lascire con la coppia per 4-5 mesi.

Parrocchetto dal collare africano (Psittacula krameri krameri)

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Breve sunto per far conoscere questa stupenda specie, non facile da reperire.
20 anni fa acqustai da un commerciante due maschi, e da un altro una femmina, in pessime condizioni, senza remiganti, e senza timoniere, tenuta in modo consono, dopo un anno la femmina era perfetta, quindi la misi con i maschi, dove poteva scegliere con chi accoppiarsi.
Per far capire la dimensione di questi soggetti sono della stessa dimensione dei parrocchetti testa di prugna, il maschio ha un becco più piccolo rispetto alla manilensis, ed è di un rosso scuro,DSC_0929 mentre quello della femmina è nero, sono meno prolifici rispetto ai collari che noi conosciamo, nel 2014 dopo 15 anni sono riuscito a riprodurre due soggetti, con una enorme soddisfazione, che altro non è
lo scopo di ogni allevatore.DSC_1311
Come alloggiamento ed alimentazione vale quello già menzionato per il parrocchetto dal collare indiano.

foto e allevamento Bavaresco Maurizio

e-mail mauriziobavaresco@libero.it

42 Comments

on “allevare il parrocchetto dal collare
42 Comments on “allevare il parrocchetto dal collare
    • La mutazione cynamon è sesso legata, il viola è dominante sulla serie blu, quindi nascono viola é blu, é i maschi sonno tutti portatore di cinammon

    • semi devono essere di integrazione circa del 30 per cento rispetto ai semi non devono superare il 4% di grassi ed il 15 di proteine

  1. salve a tutti vorrei prendere una coppia di parrocchetto dal collare ho una piccola voliera di 1 x70x1.50 h puo andare o e troppo piccola ?

  2. Ciao Paolo, se cerchi tra gli articoli passati trovi qualche esperienza, ma cmq dipende molto da quali specie, tra le più facili i Rosella, Groppone rosso, piccoli Neophema, i loro eqivalenti Sud Americani sono i piccoli conuri come i Pyrrhura o le Aratinga.
    Ti consiglio le specie più facili per iniziare, ricorda che per i parrocchetti Australiani, lo spazio è importantissimo.

  3. buona sera ho due femmine e un maschio (adulti) si e’ accoppiato con entrambe le femmine pero’ ne cura una sola la tsa’ imboccando da alcuni giorni ,ho gia’ messo i nidi per covare,c’e’ un tempo fisso dalla monta al primo uovo o no???inoltre vedo che la seconda femmina e’ messa in disparte da gli altri due che devo fare??spostarla in altra voliera??

    • Buonasera, si in effetti sarebbe meglio sempre lasciare la coppia in riproduzione, non sono poligami, il tempo di deposizione dipende dal caldo e da quante proteine ha assunto la femmina.
      Spostare l’ altra femmina di sicuro !

  4. Salve la mia coppia di parrocchetto dal collare ha schiuso l’unico uovo ma la femmina ha preso il pulcino in bocca uccidendolo. Come mai questo comportamento?

    • Buongiorno, ci possono essere svariati motivi per spiegare questo comportamento, stress, nervosismo, paura che vengano prelevati i piccoli, errata o mancante alimentazione, se diventa sistematico, questo comportamento difficilmente si corregge, se invece è un caso sporadico, bisogna risalire alle cause descritte.

    • Ciao, i semi di girasole vanno usati con parsimonia e in dosi quasi nulle per alcune specie, solo ara e aratinga possono mangiarne in quantità superiorre, ma mai oltre il 15 %

  5. Salve, ho un parrocchetto dal collare, è di colore giallo e ha circa 8 mesi, quindi non so se sia maschio o femmina.

    Vive in un balcone piuttosto ampio: 6,5 metri di larghezza per 3 di altezza e 2 di profondità, con una ampia vetrata e ricambio di aria, poi ha una gabbia molto grande in cui dorme e prende il cibo che poi si mangia dove gli pare più comodo.

    Ultimamente si infila in una scatola che io gli ho messo in un angolo e comincia a raspare con le zampe e non capisco perchè. Le prime vole che ho posizionato questa scatole addirittura mi attaccava per difenderla, ora non lo fa più ma come mi avvicino vola subito a vedere cosa faccio.

    Qualche idea o suggerimento?

    Per il resto è molto vivace, vola in balcone, in casa e quando posso usciamo per alcuni minuti.

    Fa le fusa! gli strofino il naso dal ventre a sotto il becco e lui si inarca con la schiena apre le ali a metà ed emette dei suoni come le fusa di un gatto.

    Grazie

  6. Ciao Maurizio bellissimo articolo, purtroppo il mio parrocchetto dal collare è morto (aveva quasi 14 anni), era da qualche tempo senza piume sulla parte alta delle ali e anche davanti. L’ho fatto visitare dal veterinario dicendomi che era anziano e che bisognava stare attenti all’alimentazione diminuendo i semi di girasole che potrebbero aver affaticato il fegato con conseguente spiumatura parziale del corpo. Sono stato sempre attento perché lui ne era ghiotto e ho sempre limitato la dose di semi ma le piume non sono ricomparse, e purtroppo è mancato quasi come se avesse il cuore “indebolito”, infatti gli ultimi istanti sono stati un vero strazio per me e per lui..aveva il becco aperto per respirare (come quando sentono caldo). Il giorno prima stava bene, ma il giorno della sua morte, già dal mattino mi sono accorto che qualcosa non andava. È mancato nel pomeriggio tra le mie braccia (e non era addomesticato quindi già molto strano che si sia fatto prendere dalla gabbia, evidentemente non aveva più le forze). Secondo te, per un animale che ha vissuto sempre in cattività, è normale che la sua vita sia stata di quasi 14 anni oppure c’è stato qualcosa dal mio racconto che ti fa pensare che non sia morto di vecchiaia? Grazie

    • Ciao, di norma gli uccelli non hanno motivo di covare per poi far morire i piccoli, la causa deve essere attribuita a fattori come alimentazione non corretta, stress, disturbi.
      Molto frequentemente è proprio una alimentazione non adatta, bisogna fornire cibo diverso dai semi secchi, in natura si nutrono di germogli, bacche, frutta, in ambiente domestico possiamo fornire noci, legumi cotti, pane ammollato, semi germogliati, insetti come tarme della farina(con moderazione) uovo sodo, pastoncini vari, verdure e ortaggi di stagione.

    • Buonasera, dipenda da chi sono i genitori del maschio, se sono verdi da quell’ accoppiamento nascono solo verdi di cui i maschi sono portatori del fattore lutino mentre le femmine sono verdi, se invece il tuo maschio verde porta il fattore lutino, cioè nato da una femmina o maschio lutino, escono lutini sia maschi che femmine ed una parte dei figli verdi di cui sempre solo i maschi possono trasmettere la mutazione.

  7. ciao io ho una coppia di alessandrini di dimensioni poco piu grande di quella dei parrocchetti dal collare misapreste dire cosa preferiscono come cibo . grazie

  8. i grandi alessandrini mangiano come il parrocchetti dal collare molta frutta e verdura fresca .
    metti una foto che voglio vedere probabile siano una sottospecie per essere cosi piccoli

    • Salve vorrei chiederle qualche consiglio se e possibile… da più di un anno possiedo un parrocchetto femmina che ha più di 2 anni. Circa 2 mesi fa ho coprato un maschio adulto,prima di metterli insieme li ho tenuto vicini per più di una settimana,adesso stanno insieme da più di un mese ma la femmina continua a perseguitare il maschio, ci vuole ancora tempo o e possibile ke non lo accetta più? Grazie mille

  9. Ciao separazione della coppia al maschio miscela di semi molto nutriente con un po’ di girasole una noce alla settimana alla femmina solo scagliola. e frutta e verdura ad entrambi lascia il maschio nella gabbia prevista per la riproduzione la femmina in gabbia attigua o pappagalliera almeno 20 giorni

  10. salve, avrei bisogno di un consiglio, sarei intenzionata di acquistare un parrocchetto dal collare per compagnia soprattutto perchè a mia figlia piace molto.
    L’idea però è di acquistarlo di taglia piccola e di tenerlo a casa ma senza gabbia . E’ fattibile questa cosa o serve per forza la gabbia ?
    grazie a chi mi consiglia.

  11. Ciao Lorena.
    Il Parrocchetto dal collare e’ un bellissimo pappagallo, dalle forme e livrea molto eleganti.
    Come pappagallo d’ affezione devi tenere in considerazione pero’, che ha un carattere piuttosto diffidente, che richiede attenzioni costanti, vista la sua tendenza a inselvatichirsi una volta raggiunto lo svezzamento.
    Per questa ragione ti suggerisco un soggetto giovane, ma naturalmente ben svezzato.
    La continuita’, e la costanza quotidiana delle attenzioni nei suoi confronti, favoriranno la fiducia e il legame verso il proprietario.
    Quanto alla gabbia, la consiglio vivamente, in quanto rappresenta la sua sicurezza soprattutto in assenza del proprietario.
    La casa, per quanto interessante da esplorare nei modi e tempi giusti, ( e’ bene impostare delle abitudini equilibrate con qualsiasi specie di pappagallo fin da subito), e’ una fonte di pericoli, a cominciare dalle finestre lasciate distrattamente aperte, contatti con piante o sostanze tossiche ecc.
    La gabbia quindi e’, e deve essere considerata dal pappagallo un luogo in cui si sente sicuro, protetto e non un luogo di costrizione.
    Basta semplicemente gestire il suo tempo fuori e dentro la gabbia, con equilibrio.
    Per quanto riguarda la taglia, quella che trovi diffusamente e’ la specie afroasiatica, di taglia intorno ai 40 cm.

    Maria

    • ciao Maria scusa se ti stresso ma vorrei capirne di più prima di acquistarlo e ho notato che sai parecchie cose quindi mi affido ai tuoi consigli…cosa intendi per soggetto giovane? pensi che il parrocchetto non faccia al caso mio? inoltre la mia “paura” è che quando lo tolgo dalla gabbia per farlo interagire con noi faccia la cacca ovunque in tutta la casa…

  12. Ciao Lorena. Per soggetto giovane intendo che abbia appena terminato lo svezzamento, ma ovviamente ben autonomo. Orientativamente dai 4-5 mesi in poi.
    Il Parrocchetto dal collare e’ un ottimo pappagallo da compagnia, necessità solo di qualche attenzione in piu’ nella relazione con lui.
    Per quanto riguarda la cacca, tutti i pappagalli hanno un metabolismo molto veloce, ed e’ naturale per lui farla dove gli capita. Ma ovviamente puoi gestire anche tu questo aspetto, scegliendo i luoghi piu’ opportuni. Potrei suggerirti di togliere la mangiatoia una mezz’ oretta prima di farlo uscire dalla gabbia, in modo che abbia piu’ ” autonomia”.
    Se vuoi approfondire tutti gli aspetti inerenti alla gestione quotidiana e psicologica del pappagallo pet, dalla home page del sito puoi andare sul mio blog ” i pappagalli pet”.
    Se mi scriverai ancora in futuro, scrivi direttamente lì. E’ quella la pagina giusta per l’ approfondimento sui pappagalli allevati a mano.
    Ciao
    Maria

    • ciao Maria non riesco a scriverti nel tuo blog, non capisco il perchè e quindi ti devo scrivere qui…mi consigli maschio o femmina? parrocchetto dal collare o alessandrino? grazie cara

  13. Ci sono stati piccoli aspetti tecnici di carattere temporaneo. In futuro riuscirai a scrivere sul blog.

    Maschio o femmina e’ ininfluente riguardo al carattere e capacita’ di apprendimento della parola umana. Dipende dall’intensita’ del rapporto che verra’ instaurato con lui, e anche dalla predisposizione individuale.
    Anche l’ Alessandrino e’ un buon pappagallo da compagnia. Le caratteristiche caratteriali sono simili a quelle del collare. E’ solo un po’ piu’ impegnativo per quanto riguarda la misura della gabbia, perche’ necessità di piu’ spazio.
    Personalmente ho allevato a mano entrambe le specie e, con le giuste attenzioni quotidiane, sono ottimi pet.

    Maria

    • sei fantastica Maria grazie!! noi saremo più orientati per l’alessandrino maschio, mi puoi dire le dimensioni minime per la gabbia da tenere in casa? grazie

  14. Ciao Maria forse ho trovato il grande alessandrino ma aspetto che venga sessato perchè vogliamo un maschio.. ti chiedevo se questa specie ha bisogno di tante cure veterinarie . grazie

  15. No non ha bisogno di alcuna cura veterinaria particolare. Solo raccomandazioni di buon senso di carattere generale , corretta alimentazione. Il piu’ Possibile varia, pulizia e igiene. Questa la migliore prevenzione.

    Maria

  16. quando siamo presenti in casa vorremmo toglierlo dalla gabbia cosi gira per casa e gioca con noi , ma la mia più grande preoccupazione sono i suoi” bisogni” ovunque ….come mi devo comportare?

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