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Il clima del Sud America varia moltissimo, dai Caraibi al Venezuela con temperature gradevoli, al caldo afoso delle foreste pluviali, il deserto di Atacama molto secco, le Ande con clima regolato dalle correnti oceaniche, alla Patagonia dove è sempre presente il vento.
Tutte queste condizioni climatiche hanno dato origine ad una grande bio diversità, i pappagalli si sono adattati a vivere dal livello del mare fino alle più alte catene montuose, nutrendosi dei più svariati cibi per sopportare anche dei climi molto rigidi.
I Conuri della Patagonia sopportano benissimo anche le temperature sotto lo zero senza alcun problema, condizioni di forte vento e pioggia, mentre le Amazzoni come la Cuba ed alcune specie endemiche delle isole, caraibiche, sono molto sensibili ai cambi di stagione e basse temperature, questi animali vanno riparati molto bene, meglio se portati dentro un locale riscaldato.
Le grandi Ara riescono a passare bene l’ inverno se godono di un’ ambiente ben protetto ed una alimentazione più ricca di grassi visto che tutti i generi ara, aratinga, pyrrhura, si nutrono di semi oleosi e ricchi di grassi, noci e girasole si possono aumentare, ma senza arrivare ad eccessi, anche i semi di mais, interi per le specie grandi, spezzato per quelle piccole, sono una fonte di olio, anche l’ aggiunta di alcune gocce di olio di fegato di merluzzo nella loro dieta risulta positivo.

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Altre specie come i Parrocchetti della Sierra, si radunano in grandi stormi per sopportare l’ inverno, scendono dalle montagne per trovare semi e bacche di cui si nutrono, anche questi uccelli come per i Neophema Australiani, non sopportano ambienti umidi, la loro biologia è caratterizzata da clima arido con scarsissime precipitazioni annue.
I pappagalli di foresta trovano frutta tutto l’ anno, compiono una sorta di migrazione spostandosi per trovare fichi e frutti selvatici di cui si nutrono per buona parte dell’ anno, frequentano zone di montagna con poca vegetazione e devono cercare gli alberi di cui si nutrono anche per centinaia di Km.
Ricordiamoci dunque di imparare la provenienza delle specie che alleviamo, seguire i loro ritmi di riproduzione ed abitudini comportamentali delle singole specie per cercare di avvicinarsi il più possibile ad una alimentazione corretta e bilanciata per farli vivere al meglio.

 

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