La tarma della farina (Tenebrio molitor) è un coleottero che si alleva abbastanza facilmente, i suoi stadi sono: uovo, larva, pupa, insetto adulto, poi il ciclo ricomincia, quello che a noi interessa come fonte proteica da fornire ai pappagalli sono le larve e le crisalidi o pupe, questi infatti sono molto appetiti da molti uccelli, dagli insettivori ai passeriformi, fasianidi, ecc. ecc

Insetto allo stato larvale in diverse grandezze

La fase di insetto adulto, invece, essendo molto coriacea, non è gradita ma ci servirà per iniziare il ciclo riproduttivo. Molti negozi di caccia–pesca le vendono allo stadio larvale, ma a mio parere, e visto il metodo di allevamento, non sono molto consigliate perché la loro carica batterica è piuttosto alta e può causare problemi ai nostri beniamini; nutrendo le larve con alimenti scelti si ottengono insetti molto più adatti al consumo senza il pericolo dei batteri. Vediamo come fare per riprodurle.

Per prima cosa bisogna procurarsi la fonte riproduttiva: o si ottiene da qualche amico o la cosa più semplice è acquistarne alcune in quei negozi citati.

Il contenitore di allevamento sarà in materiale plastico o vetro, va benissimo anche una vecchia vasca di un’acquario dismesso o anche semplicemente dei secchi vuoti. Importante deve essere la tenuta stagna, in modo da non permettere la fuoriuscita degli insetti e dotato di un coperchio micro forato o chiuso da una zanzariera, in modo da permettere una buona aerazione, il coperchio chiuso serve anche per evitare che gli insetti adulti fuggano volando via.

Vasca in vetro con coperchio a zanzariera

Il tempo di riproduzione ed allevamento è legato alla temperatura: più sarà alta e più veloce sarà il ciclo riproduttivo; anche l’umidità relativa è molto importante per un buon risultato.

Per garantire un’allevamento continuo, sarà ben dotarsi di due contenitori: uno per lo svezzamento ed uno per la deposizione delle uova ed inizio del ciclo.

I contenitori si devono posizionare in penombra, o meglio in stanza scura, con temperatura ideale attorno ai 25°. Questi insetti prediligono ambienti secchi ed asciutti, ma ci deve sempre essere una percentuale d’acqua per garantirne la vita. Tollerano anche temperature sotto lo zero, anche per lunghi periodi, per riprendere il ciclo vitale in presenza di calore e cibo.

Trattandosi di insetti praticamente onnivori, possono nutrirsi di carne, cereali, legno, verdure, frutta, feci e scarti di animali: proprio da come si alimentano avremmo un risultato differente.

Per preparare il contenitore di allevamento si procede con uno strato di crusca sul fondo di circa 4-5 cm, poi si deve coprire con degli stracci di lana (un vecchio maglione va benissimo) contenitori per le uova di cartone pressato o simili. Questo livello sarà bene non vada mai toccato, tutte le attività di gestione saranno sopra questo strato.

Gli alimenti saranno messi tenendo conto che non devono mai ammuffire o marcire, dovranno essere in proporzione agli individui presenti e consumati in modo continuo.

Tutto sarà dettato dall’esperienza: in base alle quantità di individui che vediamo nutrirsi, basterà spostare i vari alimenti per vedere quanti se ne stanno cibando.

Per ottenere insetti nutrienti e con bassa carica batterica, sarà bene usare vegetali freschi. Ottimi sono gli spinaci ed erbe coste per un buon apporto di ferro, ortiche e tarassaco, radicchio e simili, fettine di mela, zucchina o carota. Si possono usare anche crocchette per gatti, ma in dosi moderate, farine varie di cereali e legumi, pane secco…

Per controllare bene l’umidità senza causare muffe, basta usare del cotone idrofilo posizionato sopra un foglio di plastica rigida in modo che gli insetti riescono a bere senza che l’acqua entri in contatto con gli alimenti ed il substrato, in questo modo non si creano muffe e si garantisce la necessaria umidità, ricordiamoci che anche le verdure fresche contengono acqua.

Dettaglio di cibo fornito

Le piccole larve che si schiudono dalle uova sono quasi invisibili, ma ben presto compiendo delle mute cresceranno fino a tre cm di lunghezza. Durante queste fasi si potranno usare in base alle esigenze, i piccoli insettivori prediligono le larve da 1 a 2 cm e via via si andranno ad usare anche per i pappagalli ecc…

Finito la stadio di crescita larvale, verso l’estate inoltrata avremmo la trasformazione in pupa e poi la trasformazione in insetto adulto che da prima si presenta con un colore tendente al rossiccio per scurirsi a compimento della fase e quindi la deposizione delle uova.

Il secondo contenitore servirà proprio in questo periodo, preparato con un substrato con la solita crusca e lana, metteremo a disposizione del pane secco a pezzi grossi poiché i coleotteri amano deporre le uova dentro il pane e le piccole larve avranno modo di trovare da subito l’alimento per iniziare lo sviluppo.

Man mano che troviamo pupe o insetti adulti, li metteremo dentro questo contenitore da riproduzione, basteranno una ventina di soggetti per garantire un buon numero di giovani individui calcolando che ogni femmina riesce a deporre circa 500 uova, la fonte è garantita. Terminata la deposizione le femmine muoiono.

Il contenitore da riproduzione ha una duplice funzione, oltre a garantire un’ambiente pulito e idoneo alle giovani larve, non presenta insetti adulti in grado di mangiare anche i giovani individui dato che il cannibalismo è frequente in mancanza di acqua, per questo bisogna sempre controllare che il cotone sia sempre umido.

Il primo contenitore andrà quindi svuotato di tutto il suo contenuto e una volta eliminati i residui di crescita, pulito e rinnovato, si può re-iniziare il processo. Durante la fase di pulizia è importante non respirare la polvere che si sviluppa, essendo molto fine e carica di particelle di esuvie e feci degli insetti stessi.

Sul consumo di questi coleotteri, bisogna stare molto attenti a non eccedere perché il loro valore nutritivo è molto alto. Consiglio di usarle all’inizio della stagione riproduttiva, in periodi freddi con 4-5 tarme al giorno a soggetto per un periodo di un paio di settimane. Questo si è dimostrato sufficiente per mandare in estro riproduttivo sia i maschi che le femmine. In fase di sviluppo dei nidiacei si deve usare sempre con parsimonia perché si può riscontrare nervosismo nei maschi che può trasformarsi in aggressività verso la femmina. Ottimo alimento in periodo di muta dato che la cheratina e le proteine presenti sono molto utili allo sviluppo delle piume e penne, ma sempre senza esagerare.

Una buona riserva di insetti è molto utile anche per alimentare gli uccelli che svernano nei nostri giardini come cince, merli, picchi, pettirossi e scriccioli che ne sono talmente ghiotti da venire a visitare i dispenser di continuo una volta abituati a trovarle.

Se usate con le dovute cautele sono una ottima fonte proteica e per la conservazione si possono anche bollire per un paio di minuti e surgelarle; queste sono meno gradite rispetto agli insetti vivi, però più sicure dal punto di vista igienico. Utilissime per chi alleva turdidi e passeriformi, sauri e pesci ornamentali, il loro costo piuttosto elevato diventa quasi irrisorio se le alleviamo.

Testo e foto Casagrande Attilio

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