Progettare una voliera comporta una serie di attenzioni per far si che gli inquilini si sentano a loro agio. In natura, lo spazio vitale della coppia è delimitato dalle grida, colori e, in alcuni casi, da suoni prodotti con veri e propri strumenti. I grandi Probosciger aterrimus (Cacatua delle palme) delimitano il loro territorio percuotendo il tronco di un albero cavo con un pezzo di ramo tranciato dal loro straordinario becco, a mo’ di tamburo, e, aprendo le ali a parabola, indirizzano il suono in precise direzioni.

Le voliere sono lo spazio in cui la coppia deve trovare la giusta tranquillità per poter vivere e riprodursi. Vediamo quali sono le principali cose da sapere.

LA POSIZIONE

Decidere in quale punto costruire la voliera è sicuramente la prima cosa da fare e orientarla secondo i punti cardinali è fondamentale per rendere efficiente la costruzione.

I due lati a nord/ovest vanno chiusi permanentemente poiché da queste direzioni soffiano i venti predominanti freddi. Le correnti d’aria sono quanto di peggio per far ammalare non solo gli uccelli, ma anche piante ed esseri umani compresi e, anche in caso di un temporale, gli animali devono avere sempre un‘angolo dove ripararsi. Questi lati è bene siano chiusi fino a terra perché lasciare solo la parte alta coperta, fa girare il vento creando veri e propri vortici ancora più pericolosi, che potrebbero anche far volare la struttura stessa.

Il lato ad est è importantissimo per il benessere degli uccelli, infatti da qui il sole sorge e godere dei primi raggi di luce durante tutto il periodo dell’anno è sicuramente la cosa che  tutti gradiscono. In inverno, quando le temperature sono sotto lo zero, ricevere il tiepido raggio del primo sole è sufficiente a scaldarsi subito, aiuta la calcificazione ossea, ci rende felici: le stesse emozioni e benessere lo provano anche gli uccelli, ovviamente.

Progetto di voliera

A sud, il sole del mezzogiorno può essere fastidioso in estate, ma ha sicuramente un potere disinfettante altissimo: se il raggio arriva a terra dentro la voliera, sterilizza, asciuga e sanifica tutta l’area. Tutte le specie di uccelli amano farsi i “bagni di sole” eliminando parassiti e rendendo il piumaggio brillante e serico; una voliera dove non arriva mai il sole è sicuramente da evitare. D’altro canto, troppo sole può essere pericoloso se batte sul nido e sul tetto in plastica. Da questo lato è bene proteggere con una barriera che possa creare ombra e refrigerio nella parte alta come un’albero a foglia caduca o una siepe, meglio un rampicante che copra il tetto, questo per evitare surriscaldamento o rendere il calore insopportabile nelle stagioni più calde.

Qui sotto un’ esempio di aviario che rispetta a pieno queste regole, nella parte scoperta si possono anche inserire piante ed arbusti che, oltre a rendere gradevole il tutto, hanno una funzione di assorbire le deiezioni e quindi di creare un piccolo biotopo.

Il lato est della voliera

Queste condizioni sono perfette per rendere i nostri ospiti tranquilli e, quando lo spazio è sufficiente, si possono anche creare le condizioni per creare una colonia mista, anche se tendenzialmente i pappagalli sono piuttosto territoriali. Neophema, Nymphicus, Psilopsiagon, sono specie che possono convivere e riprodursi, a condizione che ci sia una coppia per specie. Inserire generi con indole sociale, come i Myiopsitta ad esempio, favorisce lo stimolo alla riproduzione. Si deve sempre limitare il  numero dei soggetti  in base allo spazio di cui si dispone.

Platycercus, Barnardius, Psephotus sono territoriali, come molti parrocchetti australiani in genere, sono specie che vanno sempre isolate in coppie e possono convivere in piccoli gruppi solo se non si mette il nido, purtroppo i litigi saranno frequenti lo stesso.

MATERIALI

Se si decide per il fai da te, la voliera può essere realizzata in ferro dato che in commercio esistono ormai un gran numero di profili già zincati in varie misure o sezioni di varia forma e misura. Se decidiamo per una sezione rettangolare, o quadrata, si deve valutare la grandezza della struttura in rapporto allo spessore del tubo, questo per garantire solidità e tenuta, anche in caso di nevicata o di vento forte.

I profili ad L sono molto pratici, si possono realizzare pannelli sormontando gli angoli e fissando con un bullone passante. Ottenuto il rettangolo, inserire il foglio di rete e fissarla sempre con piccoli bulloni passanti: si otterranno pannelli che dopo si possono unire tra loro per avere una struttura molto solida e della misura desiderata, anche in base alla rete che si vuole utilizzare.

Io evito le saldature perché, oltre a rovinare lo zinco, si ottengono strutture difficili da smontare se dovessimo cambiare o spostare la struttura stessa.

Interno della voliera. Sono visibili i pannelli realizzati.

La rete deve essere zincata, quella in acciaio inox sarebbe ideale, ma il costo è proibitivo. Bisogna avere l’accortezza di “spurgare” lo zinco mettendo il rotolo di rete per alcune settimane fuori a cielo aperto: l’umidità della notte e la pioggia faranno ossidare lo zinco e si formerà una polverina (altamente tossica) che rende opaca la rete. Questa polvere va lavata e spazzolata con forza per rimuoverla o, semplicemente, aspettare almeno un mese prima che venga in contatto con gli uccelli.

La maglia ed il diametro di filo della rete deve essere proporzionato al tipo di pappagallo che andremo a mettere dentro. Teniamo presente che alcune specie possono tranciare la rete con una facilità estrema. È buona regola decidere prima cosa vogliamo inserire in voliera.

Non usate rete rivestita di PVC o altra plastica: questa sarà un gioco irresistibile per i pappagalli, rendendola pericolosissima se ingerita. Anche lo smalto per pitturare la struttura è da evitare, si scrosterà con facilità e potrà essere ingoiato.

Alcune grandi strutture di voliere possono essere realizzate con pali in legno impregnati a pressione. Si raccomanda di applicare la rete all’interno, in modo che il legno non sia distrutto in breve tempo.

Il tetto, si potrà realizzare con materiali coibentati, o in legno ricoperto di ondulato plastico, ricoprendo con rampicanti o simili per garantire una temperatura gradevole all’interno.

Per il fondo sconsiglio il getto di calcestruzzo. Questo va benissimo per tenere lontano topi, o altri animali indesiderati, ma non è naturale, attira troppa umidità, deve avere una pulizia costante ed è antiestetico.

Una cordonata in blocchi di cemento, posati su una piccola fonda, interrati per 40 cm, sarà sufficiente a realizzare una base perfetta, e bella da vedere, per posare la struttura stessa, ancorata con tasselli ad espansione .

Il fondo delle voliere deve sempre essere più alto rispetto a quello esterno in modo da garantire lo scolo.

Si possono realizzare batterie di voliere doppie con corridoio centrale per ispezione, ma ritengo che le migliori siano quelle che sfruttano il percorso del sole. Fra voliere adiacenti, è bene usare la rete doppia per evitare che gli uccelli si feriscano le zampe. Una rete più grossa lungo tutto il perimetro della voliera, per una certa altezza, evita che cani, o altri animali, possano rompere la rete o entrarvi.

Come per gli acquari, non esiste una misura massima, anzi direi proprio che più grande si può realizzare e più facile sarà gestire gli uccelli all’interno, migliore la possibilità di arredare gli interni con piante vive. Le foglie di sambuco, amaranto, e piante simili, non sono gradite, perciò queste specie daranno maggior risalto e benessere e saranno anche un complemento d’arredo per un giardino, ed un piacere nostro: sarà come entrare in un piccolo angolo di foresta.

Testo, foto e disegni Casagrande Attilio, Socio Fondatore

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