{"id":5020,"date":"2019-06-28T11:29:37","date_gmt":"2019-06-28T11:29:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/?p=5020"},"modified":"2020-09-17T06:34:11","modified_gmt":"2020-09-17T06:34:11","slug":"allevare-a-mano-un-pappagallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/?p=5020","title":{"rendered":"ALLEVARE A MANO UN PAPPAGALLO"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide\" style=\"grid-template-columns:42% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"360\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/res_1441060377190.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5029\" srcset=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/res_1441060377190.jpg 360w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/res_1441060377190-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> L&#8217;allevamento a mano dei pappagalli \u00e8 una pratica ormai diffusissima,  nata inizialmente dalla necessit\u00e0 di salvaguardare la sopravvivenza dei  nidiacei qualora potesse essere minacciata da motivazioni riconducibili  in particolare a stati di abbandono da parte dei genitori e inesperienza  degli stessi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nSuccessivamente, le loro straordinarie potenzialit\u00e0 cognitive unite alla\n loro istintiva propensione alla monogamia e a legarsi in modo profondo \nal loro compagno (conspecifico o \u201c umano\u201d, a seconda dei successivi \nsviluppi nella vita del pulcini), hanno reso questa pratica ormai \nconsolidata tra molti allevatori.\n\n<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia non si tratta di una\ntecnica semplice e soprattutto, si presta a essere oggetto di discussione (e\ncomunque attenta riflessione) in quanto solleva questioni sull&#8217;\u201deticit\u00e0\u201d di\nquesta pratica; E&#8217; una materia molto complessa e pone, (e impone) com&#8217;\u00e8 giusto\nche sia, l&#8217;allevatore che decide di cimentarsi in questa direzione davanti ad\nuna sorta di \u201ccodice deontologico\u201d, come logica conseguenza di questa scelta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I pappagalli sono animali dotati di una struttura psicologica molto complessa, essendo creature estremamente intelligenti; e in particolare sono molto empatici..! Ne consegue che con l&#8217;allevamento a mano, noi \u201cdirottiamo\u201d il loro punto di riferimento affettivo, il loro oggetto d&#8217;amore (oltre che la visione del loro partner sessuale e da qui l&#8217;insorgere di potenziali e complesse conflittualit\u00e0) verso la figura umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio questo aspetto a\ngenerare problematiche anche molto serie, che si ripercuoteranno poi nella vita\nfutura del pappagallo, dando luogo a manifestazioni comportamentali di tipo\npatologico, quali l&#8217;autolesionismo, che pu\u00f2 degenerare in automutilazioni vere\ne proprie, o sviluppo di aggressivit\u00e0,&nbsp;&nbsp;\nrichiami ossessivi; la lista potrebbe continuare, ma si tratta di\nconflittualit\u00e0 che alla base hanno una causa comune: solitudine, abbandono\npsicofisico, noia.. in una parola : depressione. Le dinamiche che innescano\nquesto meccanismo non sono poi diverse da quelle che caratterizzano la specie\numana, data la straordinaria intelligenza ed emotivit\u00e0 che contraddistinguono i\npappagalli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne consegue che l&#8217;allevatore ha, a mio avviso, la responsabilit\u00e0 di selezionare con molta cura e attenzione il futuro proprietario, oltre che di prepararlo adeguatamente all&#8217;importante impegno che si assume nel breve e nel lungo termine, vista la loro longevit\u00e0. Va messo di fronte al fatto che i pappagalli non sono dei bei \u201c peluche\u201d che accendi con un bottone e con il medesimo poi li spegni..! possono non essere conformi alle nostre aspettative, esattamente come un figlio che ha una sua personalit\u00e0, e non quella preconfezionata da noi nel nostro immaginario mentale; con la conseguente \u201cfrustrazione\u201d del proprietario, che mal tollerer\u00e0 le urla, le beccate..i capricci del pappagallo, che altro non sono che il suo modo di comunicare il suo malessere..con gli strumenti di cui dispone!\u00a0 E da qui pu\u00f2 innescarsi il circolo vizioso dei comportamenti patologici che spesso, purtroppo, porteranno il proprietario a\u201d liberarsi\u201d dell&#8217;animale, non essendo in grado di gestire la situazione dal momento che gi\u00e0 non ha fatto molto per evitare che ci\u00f2 accadesse; infliggendo al povero pappagallo un ulteriore trauma..! Ogni pappagallo, a prescindere dalle caratteristiche della specie cui appartiene, ha una sua personalit\u00e0 ben precisa e sta a noi conoscerlo e soprattutto rispettarlo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, l&#8217;allevatore ha il compito inizialmente di documentarsi bene sulle caratteristiche della specie che decide di allevare a mano; per poi a sua volta \u201cpreparare\u201d adeguatamente il futuro proprietario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Premesso tutto ci\u00f2, non\npossiamo non riconoscere che grazie a questa affascinante tecnica di\nallevamento, abbiamo potuto apprezzare tutte le particolarit\u00e0 caratteriali di\nogni specie e soprattutto, le loro straordinarie capacit\u00e0 e potenzialit\u00e0\ncognitive&#8230;.! E&#8217; innegabile che tutto ci\u00f2 viene esaltato al meglio proprio\ngrazie all&#8217;allevamento a mano, grazie al quale l&#8217;animale riceve l \u2018imprinting verso\nla specie umana, apprender\u00e0 persino a comunicare con noi! Gi\u00e0, perch\u00e8 i\npappagalli non si limitano a \u201cripetere\u201d parole, gesti, suoni; ma sono\nperfettamente in grado di creare associazioni tra la nostra comunicazione\nverbale e le azioni, e se parliamo in particolare di alcune specie, come il\ncenerino, sono in grado di elaborare anche concetti molto complessi; ma questa\n\u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;.!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, \u00e8 necessario un buon\nrapporto affettivo e di fiducia con il proprietario affinch\u00e8 tutto ci\u00f2 possa\nemergere al meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, non di meno, \u00e8 fondamentale\nche alla base di tutto, il nostro amico alato sia stato allevato correttamente.\nNon dimentichiamoci mai che, esattamente come avviene per l&#8217;essere umano, tutto\nci\u00f2 che viene vissuto nella primissima infanzia ( il cosiddetto \u201cperiodo\nsensibile\u201d ), avr\u00e0 ripercussioni nel bene o nel male, nella vita futura&#8230;!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo, entrer\u00f2 negli\naspetti pi\u00f9 \u201c tecnici\u201d dell&#8217;allevamento a mano. Pratica per&#8217;altro tutt&#8217;altro\nche semplice; e soprattutto, molto impegnativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono molte tecniche in\nquesta particolare procedura d&#8217;allevamento che ogni allevatore attua a seconda\ndel proprio orientamento personale a riguardo;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io descriver\u00f2 il mio, frutto\ndella mia esperienza personale e della mia visione d&#8217;insieme.\n\nIniziamo dall&#8217;et\u00e0 ideale in cui prelevare il piccolo\ndal nido: Qui dipende molto dalla specie, poich\u00e9 ad esempio i 15 gg di una\nCalopsitte non possono corrispondere alla stessa fase di sviluppo di un Conuro\no un&#8217;&nbsp; Amazzone; Ma in ogni caso\npreferisco non prelevare mai piccoli inferiori a quest&#8217;et\u00e0, a meno che non sia\nproprio costretta per motivi legati al rischio della sua sopravvivenza.\n\n\n\n<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1004\" height=\"733\" src=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/calo17gg.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5021\" srcset=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/calo17gg.jpg 1004w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/calo17gg-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/calo17gg-768x561.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><figcaption><em>Giovane di Calopsitte di circa 17 giorni<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non dimentichiamo poi che il sistema immunitario del piccolo \u00e8 ancora immaturo e i primi 10, e a mio avviso anche 15 gg, sono fondamentali per ricevere, attraverso il nutrimento dei genitori, preziosi anticorpi per maturare un&nbsp; minimo patrimonio immunitario. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, prelevare un piccolo\nprima di questa et\u00e0 lo espone a inutili rischi. Il mio orientamento personale\nquindi \u00e8 di attendere qualche giorno in pi\u00f9&nbsp;\npiuttosto che in meno. Anche sotto il profilo dell&#8217;\u201dimprinting\u201d, questo\nnon verr\u00e0 compromesso dal momento che un buon risultato&nbsp; passa anche attraverso il tempo che noi\ndedicheremo al piccolo, al contatto fisico in particolare; non dimentichiamo\nmai il loro comportamento in natura: loro comunicano con la fisicit\u00e0,\nrinforzano i loro legami attraverso lo scambio di tenerezze e coccole, sia tra\nle coppie che verso la rispettiva prole.\n\nEsistono tuttavia alcune specie per le quali un\nprelievo dal nido &nbsp;precoce ( ma sempre\nentro i limiti minimi ) porta a risultati migliori, come nel caso del\nparrocchetto dal collare ed alessandrino: Questo dovuto al loro carattere molto\nschivo e diffidente, con una certa tendenza a rinselvatichire, se trascurato\nuna volta terminato lo svezzamento. In queste specie \u00e8 molto importante\nmantenere un contatto fisico costante con l&#8217;uomo. Lo stesso discorso vale per\ntutti gli <em>Agapornis<\/em> in generale, con\nl&#8217;aggravante della loro tendenza ad aggregarsi tra loro simili; a questo\nproposito ho sperimentato che i risultati migliori si ottengono tenendoli\nseparati gli uni dagli altri, in modo che il loro unico punto di riferimento\nrimaniamo solo noi&#8230;! Al contrario dell&#8217;apparenza, non si tratta affatto di\nuna specie di indole cos\u00ec\u201d docile\u201d.\n\n\n\n<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"632\" src=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cenerinoimbecco.jpg\" alt=\"\" data-id=\"5022\" data-link=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/?attachment_id=5022\" class=\"wp-image-5022\" srcset=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cenerinoimbecco.jpg 736w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cenerinoimbecco-300x258.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><figcaption><em>Cenerino di circa 4 settimane nell&#8217;ora della pappa!<\/em><\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"722\" height=\"636\" src=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cenerinoimbecco2.jpg\" alt=\"\" data-id=\"5023\" data-link=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/?attachment_id=5023\" class=\"wp-image-5023\" srcset=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cenerinoimbecco2.jpg 722w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cenerinoimbecco2-300x264.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 722px) 100vw, 722px\" \/><figcaption><em>Giovani Cenerini<\/em><\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aggiungo un dettaglio a mio\nparere importante: prelevare un piccolo ad un&#8217;et\u00e0 indicativa di 18-20 gg gli\npermetter\u00e0 di conservare una buona memoria delle cure parentali ricevute; \u00e8\nvero che un soggetto allevato a mano \u00e8 molto difficile che si riprodurr\u00e0, ma\ntrovo giusto non pregiudicargli questa possibilit\u00e0, a prescindere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Una volta prelevati i piccoli, dobbiamo provvedere di\nsistemarli subito al caldo, specialmente se ancora implumi e la stagione non \u00e8\nabbastanza calda; esistono apposite camere calde, che regolano con precisione\ntemperatura e umidit\u00e0, ma pu\u00f2 andare bene anche una \u201c fai da te\u201d, purch\u00e8 dotata\ndi termostato; posizioneremo poi all&#8217;interno una ciotola d&#8217;acqua, per creare\numidit\u00e0 all&#8217;interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo ai pasti; esistono\nin commercio diverse formule di pappe per l&#8217;imbecco e dobbiamo scegliere quella\npi\u00f9 idonea alle specie che stiamo allevando; di particolare importanza \u00e8 il\nrapporto tra proteine e grassi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;La pappa deve avere una consistenza piuttosto liquida\nnei primi tempi, per aumentare leggermente la consistenza con il trascorrere\ndelle settimane e la crescita del pullus. Ma non deve mai essere pi\u00f9\ndensa dello yogurt, meglio sempre pi\u00f9 fluida. La temperatura deve essere\nintorno ai 37-38 gradi. Con una buona esperienza la si pu\u00f2 percepire sul dorso\ndella mano, altrimenti possiamo usare un termometro. Personalmente, per\nmantenere la temperatura della pappa costante, utilizzo un contenitore d&#8217;acqua\ncalda, dove adagio la ciotola della pappa; controllando sempre la temperatura\ndella pappa. Utilizzo siringhe monouso, da 5 o 10 ml, a seconda delle specie.\nIl tutto va accuratamente pulito e disinfettato dopo ogni utilizzo, e le\nsiringhe vanno sostituite spesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il numero delle imbeccate giornaliere, non esiste uno schema predefinito \u201c fisso\u201d; dipende da molti aspetti, come l&#8217;et\u00e0 del piccolo, la specie e soprattutto, dai suoi tempi naturali di svuotamento del gozzo! Mai somministrare un pasto se prima non ha svuotato il pasto precedente; il rischio \u00e8 quello dell&#8217;instaurarsi di processi \u201cfermentativi\u201d e infettivi a causa della permanenza protratta del cibo. Se un piccolo non ha digerito bene il pasto precedente pu\u00f2 dipendere dal fatto che il pasto era troppo abbondante oppure era troppo denso; in questo caso si aspetter\u00e0 che il piccolo abbia digerito del tutto e eventualmente possiamo somministrare un po&#8217; d&#8217;acqua tiepida, per \u201cdiluire\u201d il contenuto del gozzo. Il tutto seguito da un delicato massaggino dello stesso. Tuttavia, il mancato svuotamento del gozzo \u00e8 un sintomo da non sottovalutare, poich\u00e9 se si ripresenta, pu\u00f2 essere determinato dall&#8217;instaurarsi di un processo infettivo, originato da agenti eziologici di natura micotica (molto frequente ), batterica o anche virale. Dobbiamo prestare la massima attenzione ai sintomi che si associano a questo. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"813\" src=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/jandayaimbecco-1024x813.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5024\" srcset=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/jandayaimbecco-1024x813.jpg 1024w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/jandayaimbecco-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/jandayaimbecco-768x610.jpg 768w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/jandayaimbecco-1080x857.jpg 1080w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/jandayaimbecco.jpg 1082w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Aratinga Jandaya di circa 30 gg<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma tornando alla causa pi\u00f9 comune, cio\u00e8 la presenza di micosi a carico dell&#8217;apparato digerente, dal momento che agire in prevenzione \u00e8 sempre meglio che doversi trovare poi davanti a problemi \u201c conclamati\u201d di difficile risoluzione,  \u00e9 consuetudine di molti veterinari aviari consigliare all&#8217;allevatore l&#8217;utilizzo di alcune gocce di nistatina ( nome farmacologico della molecola ), a scopo preventivo, da aggiungere alla pappa. Personalmente mi riservo la valutazione dell&#8217;utilizzo caso per caso, ma la trovo una forma di prevenzione molto utile, che non crea nessun problema al piccolo, ma che anzi neutralizza l&#8217;insorgere d potenziali problemi..! Le Calopsitte hanno una particolare predisposizione alle micosi del gozzo, come anche lori e lorichetti, data caratteristica anatomica della \u201cspazzola linguale\u201d, per la quale i residui di cibo ristagnano nel cavo orale. &nbsp;Da come si evince, \u00e8 necessaria anche una buona preparazione in ambito generale da parte dell&#8217;allevatore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando al numero delle\nimbeccate giornaliere possiamo dire a titolo puramente indicativo che, un\npiccolo di 15 gg ha bisogno di essere alimentato 4-5 volte al giorno, ma\nrispettando sempre il tempo naturale di digestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La frequenza dei pasti\ndiminuir\u00e0 con il trascorrere delle settimane, anche perch\u00e8 aumenter\u00e0 la\nquantit\u00e0 di cibo ( il piccolo diventer\u00e0 presto voracissimo) e di conseguenza si\ndistanzieranno i pasti. Orientativamente 4 pasti al giorno (per un piccolo dai\n20 ai 25 gg circa) io li suddivido cos\u00ec : h 7.00&nbsp; &#8211; h12.00 &#8211; h17.00 \u2013 h 22.00.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripeto, queste indicazioni\nsono solo orientative, dobbiamo valutare sempre caso per caso e soggetto per\nsoggetto !<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;E&#8217; mia consuetudine appena il piccolo cresce, far\nseguire al pasto con la siringa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">i primi assaggi con il\ncucchiaio; approfittando della voracit\u00e0 \u201cresidua\u201d del piccolo in questo modo si\n\u201c innesca\u201d il meccanismo dell&#8217;alimentarsi in modo autonomo e si gettano le basi\nper quella che sar\u00e0 un&#8217;altra fase delicata: lo svezzamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio qui che spesso\nvengono commessi degli errori che rischiano di compromettere la salute e a\nvolte la sopravvivenza dei piccoli! Per non parlare anche delle ripercussioni\npsicologiche future legate ad uno svezzamento \u201c frettoloso\u201d e maldestro. Quando\narriveremo a circa 3 imbeccate al giorno, inizieremo a offrire al piccolo il\nprimo mix di semi, spighette di panico, sempre molto gradite soprattutto nella\nfase di sperimentazione iniziale. Potremo anche aggiungere dell&#8217;estruso\nsbriciolato, questo per offrire un&#8217;alternativa al tipo di consistenza del cibo,\noltre che a incuriosire i piccoli..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo proposito aggiungo il\nfatto che \u00e8 particolarmente importante proporre molte variet\u00e0 di cibo in fase\ndi svezzamento, come la frutta e gli ortaggi; molte specie, in particolare le\nCalopsitte, svilupperanno diffidenza futura verso questi importanti alimenti,\nse non abituate da subito. Pertanto occorre sfruttare la loro naturale\ncuriosit\u00e0 in questa fase. Le specie sud americane invece, specie i conuri<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">del genere <em>Aratinga<\/em>, sono estremamente curiosi e\n\u201connivori\u201d verso qualsiasi cibo proposto, per forma, consistenza e colori..!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando alla fase dello\nsvezzamento, dobbiamo tenere presente che durante questo delicato \u201cpassaggio\u201d i\npiccoli hanno sempre un calo fisiologico di peso e dobbiamo prestare la massima\nattenzione: a volte il giovane sembra \u201c spizzicare\u201d il cibo, ma in realt\u00e0 lo\nlascia cadere, dando cos\u00ec l&#8217;illusione all&#8217;allevatore che stia mangiando&#8230;!\ndobbiamo osservarli attentamente! Per questo anche quando ci accerteremo che il\nprocesso di alimentazione autonoma sar\u00e0 ben avviato ( lo si pu\u00f2 verificare\nanche palpando il gozzo ), \u00e8 fondamentale somministrare almeno 2 imbeccate al\ngiorno. Il concetto \u00e8 che il tutto deve avvenire in modo graduale!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mai interrompere le imbeccate bruscamente! Man mano che il piccolo manger\u00e0 sempre di pi\u00f9 in modo autonomo, diminuiremo gradualmente il numero di imbeccate e la quantit\u00e0. Quando arriveremo a una sola imbeccata al giorno , preferibilmente la sera, dovremo continuare per almeno un&#8217;altra settimana. Personalmente, continuo anche per un tempo protratto con mezza siringa \u201c simbolica\u201d, ma che a mio avviso \u00e8 importante per continuare a tenere un rapporto \u201cnutritivo &#8211; affettivo\u201d con la figura umana&#8230;.! <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/mix.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5025\" srcset=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/mix.jpg 640w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/mix-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption><em>Dolcissimo gruppetto formato da un&#8217; Aratinga jandaya a sx e due Aratinga solstitialis a dx! <\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio approccio personale nei\nconfronti dell&#8217;allevamento a mano \u00e8, come si evince, orientato verso il\nrispetto dei tempi \u201cfisiologici\u201d del nidiaceo, fondato sul principio di un\u2018\napproccio tipicamente materno; in questo senso il mio essere donna e mamma mi\nfavorisce nell&#8217;instaurare un rapporto empatico con questi piccoli alati\ndall&#8217;intelligenza straordinaria. Sottolineo la fondamentale importanza di\ndedicare del tempo al contatto fisico con i piccoli, se li osserviamo\ncomprendiamo subito quanto sia essenziale per loro il contenimento fisico.\nAllevare a mano \u00e8 prima di tutto un fatto affettivo, non solo nutritivo!\n\nUn giovane pappagallo allevato secondo questo\nprincipio si contraddistingu\u00e8r\u00e0 sempre da tutti gli altri! Un&#8217;altro aspetto a\nmio avviso importante, ma comunque sempre frutto del proprio approccio\npersonale, \u00e8 quello di allevare i piccoli possibilmente con altri con\nspecifici, come i fratelli; questo affinch\u00e8 il giovane non sviluppi un processo\ndi identificazione esclusivamente con la figura umana, ma bens\u00ec la propria\nidentificazione sistematica. Questo gli consentir\u00e0 di non sviluppare diffidenza\nnei confronti dei propri con specifici e lo render\u00e0 pi\u00f9 socievole ( almeno\npotenzialmente ) nel caso che nel suo futuro percorso dovr\u00e0 confrontarsi con un\n\u201c nuovo arrivato\u201d. Da non dimenticare anche l&#8217;importanza di abituare il piccolo\nda subito ad approcciarsi con pi\u00f9 persone, per i medesimi motivi. Alcune\nspecie, come le amazzoni, hanno una spiccata propensione a sviluppare un\nattaccamento \u201cmorboso\u201d nei confronti di una persona in particolare; alla quale\nper\u00f2, corrisponde totale avversione nei confronti di tutti gli altri: specie se\nal prediletto si contrappone \u201c un&#8217;antagonista\u201d..! questo pu\u00f2 dare luogo a\nconflittualit\u00e0 nell&#8217;equilibrio familiare; per questo dobbiamo abituare i\npiccoli fin da subito a essere manipolati da pi\u00f9 persone.\n\n\n\n<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"755\" src=\"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sunny-1024x755.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5026\" srcset=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sunny-1024x755.jpg 1024w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sunny-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sunny-768x567.jpg 768w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sunny-1080x797.jpg 1080w, https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sunny.jpg 1403w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Sunny, il mio Conuro del Sole&#8230;!<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, l&#8217;allevamento\na mano \u00e8 una metodica veramente affascinante in quanto ci consente di esaltare\ntutte le straordinarie doti dei pappagalli, ma troppo spesso \u00e8 una scelta\ndettata pi\u00f9 dal profitto che da una coscienziosa motivazione. Troppo spesso\nvedo esemplari ceduti con leggerezza a persone altrettanto impreparate riguardo\nal grande impegno che li attende e se noi per primi non osserviamo una sorta di\n\u201ccodice deontologico\u201d nell&#8217;approccio di questa materia, avremo creato degli\nesseri infelici, candidati a turbe del comportamento e all&#8217;ennesimo \u201c colpo di\ngrazia\u201d inflitto dal proprietario: l&#8217;abbandono..! Qualcosa che non rende certo\nmerito all&#8217;enorme lavoro, dedizione e impegno retrostante l&#8217;allevamento a\nmano..e chi alleva mettendoci prima di tutto il cuore e l&#8217;anima prima degli\u201d\nattrezzi del mestiere\u201d , questo lo sa molto bene&#8230;!<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\" class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Testo, foto e allevamento Tommasi Maria<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align:right\">socia e consigliere del Gran Gal\u00e0 di Pappagalli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;allevamento a mano dei pappagalli \u00e8 una pratica ormai diffusissima, nata inizialmente dalla necessit\u00e0 di salvaguardare la sopravvivenza dei nidiacei qualora potesse essere minacciata da motivazioni riconducibili in particolare a stati di abbandono da parte dei genitori e inesperienza degli stessi. Successivamente, le loro straordinarie potenzialit\u00e0 cognitive unite alla loro istintiva propensione alla monogamia e &hellip; <a href=\"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/?p=5020\" class=\"more-link\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">ALLEVARE A MANO UN PAPPAGALLO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-5020","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-osservazioni-ed-esperienze","no-featured-image"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paXnOP-1iY","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5020","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5020"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5020\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5030,"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5020\/revisions\/5030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}