{"id":200,"date":"2011-10-24T16:21:46","date_gmt":"2011-10-24T16:21:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/?p=200"},"modified":"2023-02-21T10:17:23","modified_gmt":"2023-02-21T10:17:23","slug":"commercio-di-pappagalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grangaladipappagalli.org\/?p=200","title":{"rendered":"commercio di pappagalli"},"content":{"rendered":"<div id=\"maincontent\">\n<p>Vi prego di riprodurre questo articolo. Non \u00e8 necessaria la nostra autorizzazione ma vi chiediamo di citarne la fonte: &#8220;Questo articolo \u00e8 apparso per la prima volta su PsittaScene del Novembre 2002, la rivista del World Parrot Trust&#8221;.<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\">Testo e foto di Rosemary Low<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/vecchiosalice.altervista.org\/immagini\/articoli\/cattura_cenerini.jpg\" alt=\"cattura cenerini\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/p>\n<p>Non avendo ancora istituito una normativa che proibisce le importazioni, sembrerebbe che in Europa non ci preoccupiamo abbastanza per il benessere dei pappagalli. Con l\u2019entrata in vigore del Wild Bird Conservation Act del 1993, gli USA hanno stabilito un precedente positivo ed un ottimo esempio. Vorrei sottolineare l\u2019importanza di questa legge e la necessit\u00e0 di una normativa simile in Europa e altrove. Attualmente un Inghilterra viene applicato un doppio standard. Nella maggior parte dei casi \u00e8 illegale catturare gli uccelli nativi, prendere le loro uova o perfino disturbarli nei nidi, si pu\u00f2 rischiare il carcere. Eppure importiamo legalmente da altri paesi migliaia di pappagalli catturati in natura. Il World Parrot Trust sta lottando per far cessare le importazioni degli uccelli di cattura nell\u2019Unione Europea. La nostra petizione \u00e8 stata firmata da oltre 16.000 persone di 83 paesi. Se non lo avete gi\u00e0 fatto, vi chiediamo di firmarla e di cercare di farla firmare ad almeno altre tre persone.<\/p>\n<p>Il commercio dei pappagalli di cattura \u00e8 crudele, irresponsabile e inutile. Le ragioni a favore di questo commercio, che si ascoltano spesso in Europa, non sono valide e si basano su concetti errati.<\/p>\n<h2>Occorre &#8220;nuovo sangue&#8221;: FALSO<\/h2>\n<p>Molti allevatori dichiarano che \u00e8 necessario ottenere &#8220;sangue nuovo&#8221; per mantenere le specie che sono pi\u00f9 rare in cattivit\u00e0. Io sostengo che l\u2019esperienza passata ha dimostrato che l\u2019altissimo numero di alcune specie non ha generato una popolazione stabile in cattivit\u00e0 semplicemente perch\u00e9 non sono commerciabili. Un esempio \u00e8 quello del Parrocchetto dalle guance grigie (<em>Brotogeris Pyrrhopterus<\/em>), proveniente dall&#8217;Ecuador occidentale e dall\u2019estremo nord del Per\u00f9. \u00c8 stato molto sfruttato negli anni \u201880, prima di allora la specie era abbondante nella sua limitata area di distribuzione in natura. Tra il 1983 e il 1988, almeno 60.000 esemplari sono stati esportati. La maggior parte erano piccoli catturati nei nidi e allevati a mano. Negli USA erano molto popolari. Malgrado le decine di migliaia di esemplari esportati, oggi \u00e8 una specie rara in cattivit\u00e0. Probabilmente negli USA vengono riprodotti in meno di 10 allevamenti. L\u2019anno scorso ho fatto molte ricerche, inserendo degli annunci su diverse pubblicazioni specializzate, ma in Inghilterra non sono riuscita a localizzare un singolo esemplare. Se una specie non si pu\u00f2 stabilizzare in cattivit\u00e0, dopo che ne sono stati importati 60.000 esemplari in 5 anni, l\u2019affermazione che il commercio degli uccelli di cattura deve continuare per fornire agli allevatori esemplari non imparentati, non \u00e8 molto convincente. Oggi, la popolazione totale del Parrocchetto dalle guance grigie, classificato Minacciato, \u00e8 stimata a soli 15.000 esemplari, un quarto del numero esportato in cinque anni. In questo caso il commercio ha avuto un impatto duraturo sul calo della popolazione, che a causa della deforestazione non \u00e8 pi\u00f9 possibile recuperare.<\/p>\n<h2>Le catture sostengono le comunit\u00e0 locali: FALSO<\/h2>\n<p>Alcuni acquirenti di pappagalli di cattura credono di contribuire al sostegno economico delle comunit\u00e0 locali. Di fatto, la cattura dei pappagalli genera degli introiti molto bassi per chi le effettua o per gli altri abitanti dei paesi di origine che hanno bisogno di soldi. Katherine Renton sta effettuando delle ricerche in Messico sull\u2019<em>Amazona Finschi<\/em>, dove il commercio delle Amazzoni di cattura sta avendo un impatto molto negativo, ed ha messo a tacere il mito che sono i poveri a beneficiare dalle catture dei pappagalli. La maggior parte dei profitti di questo commercio vanno agli intermediari, gi\u00e0 benestanti, nei paesi di destinazione.<\/p>\n<h2>L\u2019allevamento contribuisce alla conservazione: FALSO<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/vecchiosalice.altervista.org\/immagini\/articoli\/cenerini_morti.jpg\" alt=\"cenerini morti\" width=\"300\" height=\"189\" \/><\/p>\n<p>Alcuni allevatori sostengono che riproducendo le specie pi\u00f9 rare, che vengono ancora importate spesso illegalmente, contribuiscono alla loro conservazione. In Inghilterra, c\u2019\u00e8 stato il caso dell\u2019allevatore che si \u00e8 procurato delle Are di Lear (<em>Anodorhynchus Leari<\/em>) di cattura, una specie gravemente minacciata, ed ha scontato una condanna in prigione. Dichiar\u00f2 che il suo unico obiettivo era la conservazione della specie. Una rivista settimanale specializzata ricevette molte lettere a sua difesa, che protestavano per una sentenza troppo pesante e ingiustificata. Apparentemente, gli autori non avevano capito che le azioni di questo allevatore e di chi compra queste specie, sono il motivo per cui la specie \u00e8 cos\u00ec minacciata.<\/p>\n<p>Il motivo principale per cui gli allevatori privati non possono partecipare ai programmi di riproduzione per le specie minacciate \u00e8 il rischio di trasmissione di malattie. Negli ultimi vent\u2019anni le malattie virali hanno colpito gravemente allevamenti e collezioni di pappagalli in tutto il mondo. Queste malattie sono il risultato delle esportazioni massicce di pappagalli catturati in natura, dove un gran numero di esemplari viene tenuto in condizioni di sovraffollamento e di mancanza d&#8217;igiene. I pappagalli selvatici possono vivere a lungo in contatto con questi virus, ma in condizioni di stress vengono colpiti dalle malattie. Inoltre, quando delle specie provenienti da continenti diversi vengono tenute nello stesso ambiente, possono contrarre malattie fatali trasmesse da virus dai quali non sono in grado di difendersi. Mi riferisco alle epidemie della malattia del becco e delle penne (PBFD), PDD, Pacheco ed altre. Molte di queste malattie si manifestano negli allevamenti anche quando le condizioni sono ottimali. L\u2019alta incidenza delle malattie dove vengono mantenute molte specie diverse, significa che la reintroduzione di esemplari riprodotti in cattivit\u00e0 costituisce un rischio inaccettabile per le popolazioni selvatiche. Per questo motivo, i programmi di allevamento per la reintroduzione delle specie minacciate devono svolgersi in situ, come viene fatto per i Parrocchetti Echo (<em>Psittacula Eques<\/em>) a Mauritius e per l\u2019<em>Amazona Vittata<\/em> a Porto Rico.<\/p>\n<p>Alcuni allevatori sostengono anche che \u00e8 importante mantenere e riprodurre in cattivit\u00e0 le specie pi\u00f9 minacciate per permettere di reintrodurle se estingueranno in natura. Il fatto che i pappagalli allevati a mano non sono generalmente adatti per essere reintrodotti, \u00e8 un altro motivo per cui gli allevatori privati difficilmente potranno partecipare alla conservazione delle specie a rischio. Nella riproduzione in cattivit\u00e0 la maggior parte dei piccoli viene allevata a mano, e non dai genitori, per massimizzare la produzione (e i guadagni).<\/p>\n<h2>Le coppie potranno riprodursi ancora: FALSO<\/h2>\n<p>Tra chi \u00e8 favorevole al commercio degli uccelli di cattura, c\u2019\u00e8 chi sostiene che quando si prelevano i piccoli dai nidi selvatici, i genitori si riprodurranno nuovamente. I dati raccolti tra il 1979 e il 1999 da una serie di ricerche sull\u2019ecologia e il comportamento di specie neotropicali, hanno dimostrato che il tasso delle catture medio era del 30% (Wright and Toft, 2001). Se la riproduzione non andava a buon fine, era estremamente raro che le coppie (di diverse specie) si riproducessero nuovamente nello stesso anno, succedeva solo con l\u20191% delle coppie.<\/p>\n<h2>Altri motivi per proibire il commercio dei pappagalli di cattura: c<strong>rudelt\u00e0.<\/strong><\/h2>\n<p>Le tecniche di cattura sono disumane. Chi ne dubita, dovrebbe vedere il video del World Parrot Trust, &#8220;Where the wild Greys are&#8221;. Dimostra il terribile trattamento inflitto ai pappagalli Cenerini, anche a molti esemplari adulti, catturati con le reti nel Congo. Si tratta del tipo peggiore di commercio e di un terribile spreco, perch\u00e9 molti degli esemplari adulti moriranno per lo stress dopo aver passato gironi, settimane o mesi di terrore. La cattura di pappagalli adulti non dovrebbe essere consentita perch\u00e9:<\/p>\n<p>a) Molti non si adatteranno mai alla vita in cattivit\u00e0<\/p>\n<p>b) La popolazione in et\u00e0 riproduttiva viene decimata<\/p>\n<p>c) Le catture privano alcune coppie dei loro compagni, e probabilmente causano la morte dei piccoli nei nidi che non vengono pi\u00f9 nutriti.<\/p>\n<p>Le catture dei piccoli nei nidi sono altrettanto crudeli. Un commerciante nel Chaco in Argentina, ha dichiarato che in un anno trattava in media 7.000 Amazona aestiva, e che nel 1973 ha allevato a mano 13.500 piccoli, arrivando a nutrire fino a 300 piccoli all\u2019ora. Un documentario tristemente famoso, trasmesso molte volte in televisione, mostrava dei piccoli di questa specie mentre venivano nutriti, anche eccessivamente. In questo caso i piccoli morivano quasi istantaneamente, e i corpi venivano gettati da una parte.<\/p>\n<h2>Le catture estirpano le popolazioni<\/h2>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/vecchiosalice.altervista.org\/immagini\/articoli\/cenerini.jpg\" alt=\"cenerini\" width=\"400\" height=\"261\" \/><\/div>\n<p>Le catture, da sole o sommate alla perdita degli habitat, possono causare come \u00e8 gi\u00e0 successo per l\u2019Ara di Spix (<em>Cyanopsitta Spixii<\/em>), l\u2019estinzione delle specie in natura. Diverse specie, che una volta erano comuni e che sono familiari a tutti noi, hanno subito un declino catastrofico a causa delle catture. In Venezuela per esempio, l\u2019<em>Amazona Ochrocephala<\/em> \u00e8 la specie pi\u00f9 richiesta a causa della sua capacit\u00e0 di parlare. Desenne e Strahl (1991) sostengono che la specie &#8220;potrebbe diventare minacciata in Venezuela in seguito al gran numero degli esemplari catturati per il commercio nazionale e internazionale&#8221;. Il <em>Cacatua Sulphurea Sulphurea<\/em> \u00e8 una delle 15 specie di pappagalli classificate come Criticamente Minacciate, unicamente a causa delle catture eccessive per il commercio.<\/p>\n<p>Il numero dei pappagalli catturati \u00e8 altissimo. Uno studio della fine degli anni \u201890 sul commercio internazionale dei pappagalli, ha rivelato che tra il 1991 e il 1996 sono stati esportati 1.200.000 pappagalli, la maggior parte delle specie proveniva dai paesi neotropicali. Si ritiene per\u00f2 che il numero dei pappagalli catturati in natura sia molto pi\u00f9 alto, perch\u00e9 non \u00e8 stata calcolata la mortalit\u00e0 precedente all\u2019esportazione, stimata fino al 60% di tutti gli esemplari catturati da adulti o nei nidi. I dati ufficiali non tengono conto del considerevole commercio illegale di pappagalli, internazionale e locale. Considerando tutti questi fattori, si \u00e8 stimato che dal 1982 al 1986 il totale dei piccoli catturati nei nidi nei paesi neotropicali era tra i 400.000 e gli 800.000 l\u2019anno.<\/p>\n<h2>Distruzione dei nidi<\/h2>\n<p>La mancanza di nidi, spesso causata dall\u2019abbattimento degli alberi, sta causando la diminuzione delle popolazioni selvatiche in molte zone. I ricercatori che nel Chaco argentino hanno studiato l\u2019impatto delle catture sull\u2019<em>Amazona Aestiva<\/em>, hanno calcolato che tra il 1981 e il 1989, per catturare i piccoli nei nidi sono stati abbattuti o danneggiati illegalmente circa 100.000 alberi utilizzati dalla specie per nidificare (Bucher et al, 1992).<\/p>\n<h2>CITES<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/vecchiosalice.altervista.org\/immagini\/articoli\/macawsaaa.jpg\" alt=\"pappagallo\" width=\"186\" height=\"280\" \/><\/p>\n<p>La Convenzione sul Commercio delle Specie Minacciate (CITES) ha contribuito &#8211; ma non sufficientemente &#8211; a controllare le esportazioni. Si tratta dell\u2019unico trattato internazionale per la protezione dallo sfruttamento commerciale eccessivo delle specie minacciate di flora e di fauna. A seconda del grado di minaccia, le specie sono suddivise in tre Appendici o Allegati. La I Appendice comprende le specie pi\u00f9 minacciate, per le quali le catture avrebbero un effetto catastrofico. La II Appendice include le specie che potrebbero diventare minacciate con un commercio incontrollato. La cattura di queste specie \u00e8 consentita se \u00e8 sostenibile e se gli esemplari sono stati ottenuti legalmente. Nella II Appendice sono stati inclusi anche i discendenti riprodotti in cattivit\u00e0, ma non di prima generazione, delle specie di I Appendice.<\/p>\n<p>Il trattato \u00e8 stato firmato nel Marzo del 1973. Il 6 Giugno 1981, quasi tutte le specie di Psittacidi, escluse quelle gi\u00e0 appartenenti alla I Appendice, sono state incluse nella II Appendice. Attualmente 136 paesi hanno aderito alla convenzione CITES. Purtroppo, alcuni dei paesi che commerciano un numero altissimo di pappagalli di cattura non hanno aderito alla CITES. Le specie di II Appendice continuano ad essere catturate ed esportate, malgrado la maggior parte non sia stata studiata e non si sa se il livello delle catture \u00e8 sostenibile. Le quote annuali di cattura, come quelle stabilite dai governi della Guiana e dell\u2019Argentina, apparentemente non sono state basate su delle ricerche, e potrebbero essere state o essere tuttora non sostenibili.<\/p>\n<h2>Paesi esportatori<\/h2>\n<p>Negli ultimi decenni, ci sono stati molti cambiamenti nei principali paesi neotropicali esportatori di pappagalli. Dal 1967 il Brasile proibisce l\u2019esportazione della fauna selvatica, il Costa Rica e il Venezuela dal 1970 e la Colombia dal 1973. All\u2019inizio degli anni \u201870, gli esportatori principali erano il Messico, la Colombia, il Per\u00f9 e il Paraguay. Nei primi anni \u201880, il Belize, l&#8217;Ecuador, il Messico e la Colombia cessarono di esportare uccelli catturati in natura, e gli esportatori principali erano l\u2019Argentina, la Bolivia, la Guiana, l&#8217;Honduras e il Per\u00f9. Nel 1984 la Bolivia ha proibito le esportazioni di fauna selvatica, e per qualche anno l\u2019Argentina divent\u00f2 il principale esportatore di pappagalli neotropicali. Il Guatemala proib\u00ec le esportazioni nel 1986, e l\u2019Honduras nel 1990. All\u2019inizio degli anni \u201890, la maggior parte dei pappagalli esportati in Europa proveniva dalla Guiana e dal Nicaragua. E\u2019 importante notare che nella maggior parte di questi paesi il commercio locale dei pappagalli di cattura ha continuato ad essere molto attivo, e che le catture e le esportazioni illegali di molte specie non sono diminuite Molti pappagalli vengono portati illegalmente oltre frontiera.<\/p>\n<h2>Specie con un alto livello di mortalit\u00e0<\/h2>\n<p>Alcune specie vengono esportate malgrado le loro probabilit\u00e0 di sopravvivenza siano quasi nulle. \u00c8 risaputo che lo <em>Psittacula Longicauda<\/em> raramente sopravvive in cattivit\u00e0 per pi\u00f9 di pochi mesi. Si \u00e8 riusciti raramente a riprodurre la specie in cattivit\u00e0, e non a lungo termine. Nel 2000, 648 esemplari sono stati esportati dalla Malesia, \u00e8 improbabile che qualcuno di loro sia ancora vivo. Molti non sopravvivono neanche al viaggio, in parte perch\u00e9 vengono trasportati male per risparmiare sui costi.<\/p>\n<p>Un\u2019altra specie originaria della Malesia con un altissimo tasso di mortalit\u00e0, \u00e8 il piccolo <em>Psittinus Cyanurus<\/em>. \u00c8 classificato Quasi-minacciato (quasi come Vulnerabile, cio\u00e8 a rischio di estinzione a medio termine). Il tasso di sopravvivenza \u00e8 basso anche per i <em>Loriculus Galgulus<\/em> esportati dalla Malesia, anche se si riesce a riprodurne un numero ridotto in cattivit\u00e0. Ovviamente, l\u2019obiettivo delle esportazioni \u00e8 solo economico senza nessuna considerazione per il benessere degli uccelli. Anche se questo non dovrebbe stupire nessuno, il commercio delle specie che soffrono di un tasso di mortalit\u00e0 eccessivo dovrebbe essere proibito. Purtroppo, \u00e8 probabile che passeranno molti anni prima che l\u2019etica avr\u00e0 un suo ruolo in questo commercio, se mai succeder\u00e0.<\/p>\n<h2>Il commercio in Indonesia<\/h2>\n<p>A Luglio di quest\u2019anno, l\u2019associazione indonesiana KSBK (Animal Conservation for Life) ha pubblicato un rapporto sul commercio dei pappagalli in Indonesia. Nella provincia di North Maluku vengono catturati annualmente 15.000 pappagalli. Non c\u2019\u00e8 limite al numero di catture effettuate per certe specie (come il cacatua alba). Anche per le specie per le quali non esiste una quota di esportazione, vengono rilasciati permessi di cattura dal SBKSDA, l\u2019autorit\u00e0 forestale. L\u2019esercito indonesiano (TNI) \u00e8 coinvolto in questo commercio. I militari che rientrano dal servizio trasportano centinaia di pappagalli sulle navi della Marina Militare. Tra le specie commerciate ci sono i <em>Lorius Garrulus<\/em>, gli <em>Eos Squamata<\/em> e i <em>Cacatua Alba<\/em>. Da Gennaio a Marzo del 2002, il KSBK con il sostegno del RSPCA, ha condotto un\u2019investigazione sul commercio dei pappagalli in cinque mercati di Java. I <em>Lorius Lory<\/em> sono la specie pi\u00f9 commerciata, sono molto numerosi anche altre specie di <em>Lorius<\/em>, gli <em>Eos<\/em>, gli <em>Eclectus<\/em>, gli <em>Alisterus Chloropterus<\/em> e i <em>Tanygnathus<\/em>. I commercianti di Jakarta e di Bali spediscono gli uccelli in Pakistan, Qatar, Taiwan, Italia e Spagna, molti di questi uccelli vengono dichiarati falsamente come riprodotti in cattivit\u00e0. Tra le specie catturate, il 47% sono protette dalla legge locale. Le catture hanno causato l\u2019estinzione locale dei <em>Cacatua Sulphurea<\/em> e <em>Moluccensis<\/em>, degli <em>Eos Histrio<\/em>, dei <em>Lorius Domicella<\/em> e G<em>arrulus<\/em>.<\/p>\n<p>Il nostro iscritto Stewart Metz, M.D., ha creato una petizione indirizzata a Megawati Soekarno Putri, presidente dell\u2019Indonesia, per fermare il commercio illegale degli uccelli indonesiani. Vi invitiamo a firmarla su questo sito: <a href=\"http:\/\/www.petitiononline.com\/cockatoo\/petition.html\">www.PetitionOnline.com\/cockatoo\/petition.html<\/a><\/p>\n<p>\u00c8 stato provato che il Wild Bird Conservation Act (WBCA) ha avuto l\u2019effetto di diminuire le catture dei piccoli nei nidi in Sud America. Nelle dieci specie per le quali \u00e8 stato possibile effettuare un paragone diretto, il tasso delle catture era del 48% prima dell\u2019entrata in vigore del WBCA , successivamente \u00e8 diminuito al 20%. Gli studi hanno dimostrato che dopo il blocco delle importazioni dei pappagalli di cattura negli USA, le esportazioni di alcune specie dai paesi neotropicali \u00e8 diminuita. Si ridurrebbero ancora di pi\u00f9 se l\u2019Unione Europea seguisse lo stesso esempio. Il 75% del totale dei pappagalli di cattura commerciati legalmente nei tre anni successivi all\u2019entrata in vigore del WBCA, sono stati importati nell\u2019UE.<\/p>\n<p>Tuttavia, ci sono anche altri paesi, specialmente in Asia, che importano un gran numero di pappagalli di cattura. \u00c8 probabile che in futuro la maggior parte dei paesi non permetter\u00e0 pi\u00f9 le importazioni dei pappagalli di cattura. Ma forse sar\u00e0 troppo tardi, e il numero di molte specie si sar\u00e0 talmente ridotto che le catture per l\u2019esportazione non saranno pi\u00f9 redditizie. Questo commercio ha gi\u00e0 causato un danno irreversibile e una sofferenza inimmaginabile a milioni di pappagalli.<\/p>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>Bucher, E.H., C.S.Toledo, S.Miglietta et al, 1992, Status and management of the Blue-fronted Amazon Parrot in Argentina, PsittaScene, 4 (2): 3-6. Desenne, P., and S.D.Strahl, 1991, Trade and the conservation status of the family Psittacidae in Venezuela, Bird Conservation International, 1 (2): 163-169. Wright, T., and C.A.Toft, 2001, Nest poaching for trade, PsittaScene, 13 (3): 6.<\/p>\n<p>Ringraziamenti<\/p>\n<p>Vorrei ringraziare John Caldwell, WCMC, Cambridge, per i dati sul commercio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Il Vecchio Salice \u00a9 2006 &#8211; 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi prego di riprodurre questo articolo. 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