Il Lori Solitario

Phigys solitarius (Suckow, 1800) – Collared Lory

Mi chiamo Gloria Di Fusco ed ho cominciato ad allevare pappagalli (granivori) circa 25 anni fa, iniziando con alcune coppie di Polytelis, Barnardius e Platycercus, riprodotti con successo. Sempre più motivata, ho proseguito con nuove specie come Psittacula e Neophema, ottenendo sempre ottimi risultati.

Negli anni, purtroppo, c’è stato qualche incidente di percorso, come capita a tutti del resto, ma questo serve come esperienza e devo dire che ho dovuto fare tutto da autodidatta tramite l’osservazione e lo studio comportamentale delle specie. Mi ha sempre affascinato studiare i loro comportamenti caratteriali e le abitudini, e la continua ricerca di un’alimentazione adeguata per ogni singola specie.

Da qualche anno, la mia grande passione, mi ha portato a cimentarmi con i Lori, psittacidi affascinanti per i loro colori sgargianti e molto particolari e con un’alimentazione davvero complessa.

Phigys Solitarius

Il mio “sogno nel cassetto” sono sempre stati il genere Vini, gruppo di pappagalli di taglia medio piccola, unici come comportamenti ed abitudini, imprevedibili e stupefacenti.

Qualche anno fa, grazie ad un mio carissimo amico, Enzo Patanè, sono entrata in possesso di un paio di coppie di Lori Solitario, Phigys solitarius, che a mio parere sono da considerare per le loro abitudini molto simili al genere Vini. Premetto che il mio allevamento amatoriale è costituito da un paio di balconi ben riparati da pioggia e vento situati presso la mia abitazione.

Questa specie è originaria proprio dalle isole Fiji, da cui il nome, situate a sud dell’oceano pacifico, il cui clima è ovviamente caldo ed asciutto, quindi bisogna considerare che la loro evoluzione li ha portati a non sopportare temperature inferiori ai 5°C e consiglio di allevarli in ambienti ben riparati e leggermente riscaldati in inverno.

I sessi sono facili da identificare, anche in giovane età: il maschio con il viola esteso sul capo ed il rosso esteso sulla nuca mentre la femmina si riconosce per la sfumatura viola – verde e la banda verde della nuca più estesa .

Le coppie sono state alloggiate in gabbioni lunghi 125 cm, alti 100 e profondi 50 cm, provvisti di nidi che mi sono stati dati dall’allevatore tedesco che me li ha ceduti. Ero molto perplessa dalle dimensioni di questi nidi che ritenevo insufficienti per le dimensioni esterne di 24cm x 22cm h 31cm, considerando lo spessore di un paio di cm del legno, le misure interne sono davvero minuscole.

Ho voluto provare a costruire dei nidi più grandi in varie misure, tutti ben accettati dai giovani. Dopo un paio di mesi la mia immensa gioia nel vedere che entrambe le coppie avevano deposto ma le uova si sono poi rivelate infeconde. Fortunatamente, alla seconda deposizione, tutto è andato a buon fine.

Vorrei esprimere la mia sensazione quando ho visto uscire dal nido il mio primo Phigys: sono rimasta seduta per più di mezz’ora ad ammirare il giovane lori, quasi incredula e con l’adrenalina al massimo; avevo la pelle d’oca nel vedere finalmente realizzato il mio grande sogno. Questa sensazione può comprenderla solo chi alleva con passione e grande dedizione.

Gabbia con nido

Non voglio trattare l’argomento alimentazione perchè lo ritengo valido sia con ricette “fai da te” che con vari prodotti, oggi disponibili sul mercato, e che ognuno potrà decidere quale adottare.

Vorrei soffermarmi invece sul loro comportamento, poco studiati e con rare osservazioni in ambiente naturale, questi lori meritano una nota di interesse.

Le coppie, una volta che si sono formate, si dimostrano affiatate nell’allevare la prole, cova e svezzamento dei nidiacei senza nessun problema, amorevoli e con forte attaccamento al nido tanto da non permettermi nemmeno di avvicinarmi.

Il principale problema avviene nella formazione di nuove coppie o in caso di decesso di uno dei due poichè sono di indole monogama. Dovrebbero scegliersi da soli per ovviare a questo loro comportamento. I giovani soggetti vanno messi assieme e lasciare che la coppia si formi spontaneamente, questo è sicuramente il sistema migliore, ma bisogna disporre di spazio e un relativo numero di soggetti. In caso si debba riformare la coppia, bisogna lasciare il singolo soggetto per molto tempo da solo e successivamente  avvicinarli sperando che sia la femmina a scegliere il maschio, solo in questo modo si potrà avere una coppia riproduttiva.

Sono estremamente territoriali, il comportamento di questi lori si discosta da altre specie, ma è molto simile al genere Vini. Nel Lorichetto blu di Tahiti, Vini peruviana, le pochissime esperienze di riproduzione in ambiente domestico, hanno dimostrato che  quando hanno la prole, tutti i maschi vanno separati uno ad uno, altrimenti si uccidono.

Una volta che si sono accettati, sarà bene isolare subito la coppia, il loro comportamento molto aggressivo, e in questo simile al genere Vini, è causa di liti furiose per il possesso del territorio. Possono essere imprevedibili e, quando raggiungono l’età riproduttiva, si deve sperare che tutto funzioni bene. Faccio un esempio: un maschio di nove anni accoppiato con una giovane femmina di due, ha deposto ed allevato un piccolo comportandosi bene, ma quando il piccolo si è rivelato femmina, il maschio non faceva più entrare la sua compagna nel nido, forse geloso, o cosa possa essere stato mi è impossibile spiegarlo. Lui alla schiusa dell’uovo ha cominciato ad adottare quello strano comportamento e solo lui voleva nutrire la piccola. La mamma si è dimostrata paziente e con difficoltà riusciva comunque ad alimentare la figlia.

Il problema sembrava risolto dopo lo svezzamento, ma la deposizione successiva non ha prodotto uova fertili, e la femmina non accettava più quel maschio, tanto che ho dovuto separarli per evitare il peggio dato che le femmine possono essere molto più aggressive uccidendo i maschi.

Di esperienze ne dovrò fare ancora molte e questo mi galvanizza. Amo le sfide e, soprattutto, superarle. Se poi ripenso che un piccolo angolo di Fiji è proprio sui miei balconi… Questo non è da tutti…

Testo, foto ed allevamento Gloria Di Fusco, socia ordinaria.

Sitografia  https://www.itis.gov/servlet/SingleRpt/SingleRpt

Pullo

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